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Il nuovo paradigma della PA: la digitalizzazione per i nuovi utenti nativi digitali

La digitalizzazione della PA è stata pensata in particolare per i nuovi utenti nativi digitali. Quali sono i progressi fatti? Cos’è cambiato?

 

Il nuovo paradigma della PA: la digitalizzazione per i nuovi utenti nativi digitali

Soprattutto nell’ultimo periodo, la Pubblica Amministrazione (PA) sta facendo passi da gigante. Sta diventando più moderna e le relative procedure stanno divenendo sempre più semplici e rapide. La digitalizzazione della PA è stata pensata in particolare per i nuovi utenti nativi digitali. Ma quali sono i principali progressi fatti? Cos’è cambiato oggi rispetto a qualche tempo fa?

Una Pubblica Amministrazione sempre più vicina agli utenti

Quando si parla di nativi digitali ci si riferisce a tutte quelle persone nate e cresciute contemporaneamente allo sviluppo e diffusione delle nuove tecnologie. Sono ragazzi, molto giovani, che riescono ad imparare ad utilizzare queste innovative tecnologie senza grosse difficoltà. Per poter creare un "collegamento" con questi nuovi utenti nativi digitali, molte strutture hanno dovuto attuare dei cambiamenti importanti. In particolare la Pubblica Amministrazione ha dato inizio, da diverso tempo, ad una transizione digitale grazie ad investimenti per oltre 6 miliardi di euro.

Questa strategia è chiamata Italia digitale 2026 ed è parte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). L'obiettivo è quello di completare in breve tempo la digitalizzazione della PA. Questo permetterà di rendere la Pubblica Amministrazione migliore nei suoi rapporti con i cittadini e le imprese. Essa potrà altresì offrire servizi non solo più efficienti ma anche più facilmente accessibili per via dello snellimento di alcune procedure.

Come avviene la digitalizzazione della PA

Per poter effettuare questa transizione digitale della Pubblica Amministrazione bisogna innanzitutto intervenire sulle infrastrutture. Nello specifico, è stato deciso di utilizzare un approccio "cloud first": la PA sta abbandonando progressivamente le infrastrutture IT per passare ad una tecnologia cloud. Questo passaggio delle amministrazioni verso un ambiente cloud ha lo scopo di creare servizi più sicuri e funzionali.

Oltre al passaggio al cloud, la digitalizzazione della PA comporta un avvicinamento agli utenti, nativi digitali e non solo, anche grazie all’ampliamento dei servizi. Ad oggi sono già numerosi i servizi della Pubblica amministrazione di cui si può fruire online. Gli esperti incaricati stanno anche continuando a lavorare per rendere ogni processo più efficiente e facilmente accessibile a tutti i cittadini.

Le banche dati pubbliche per lo snellimento delle pratiche

Per poter dare vita a tutti questi servizi sarà - ed è già tuttora - utile avere a disposizione delle banche dati pubbliche che comunichino tra loro. Queste possono permettere non solo un continuo scambio di informazioni tra enti: possono anche comportare un notevole risparmio economico alla Pubblica Amministrazione. Il risparmio di tempo e denaro riguarderà principalmente le varie fasi della gestione delle pratiche. La creazione di un profilo unico digitale per ogni utente sta già permettendo all'amministrazione di avere sempre a disposizione (e in maniera immediata) tutte le informazioni sui cittadini.

Naturalmente, grazie alla digitalizzazione della PA, ogni cittadino potrà constatare un notevole risparmio di tempo ogni qualvolta che deve avviare una pratica o fare qualche richiesta. Infatti, facendo tutto online, da casa o dall’ufficio, dal pc o dai dispositivi mobili, non sarà più necessario recarsi direttamente nelle sedi dei vari enti. Questo significa non avere più la necessità di prendere ferie dal lavoro e di andare a fare lunghe file agli sportelli.

Quali sono gli altri investimenti da fare?

Per poter migliorare l'esperienza e l'accessibilità dei servizi digitali, e completare il processo di digitalizzazione della PA, sono necessari molti altri cambiamenti. Bisogna dunque intervenire ancora sulle infrastrutture digitali, occuparsi dell’abilitazione e del passaggio al cloud e creare per tutti un profilo unico digitale. Pertanto, oltre a quello che abbiamo visto in precedenza, ci sono molti altri investimenti che possono, e devono, essere fatti e che sono già in cantiere. Ecco qui di seguito gli ambiti in cui si deve ancora fare dei passi avanti.

Miglioramento dei servizi digitali

Sarà necessario accelerare lo sviluppo di PagoPa e dell'app IO e si dovrà promuovere l'utilizzo di Mobility as a Service (MaaS) per digitalizzare il trasporto locale. Infine si dovrà ancora investire per favorire l'adozione dell'identità digitale (Sistema Pubblico di Identità Digitale, SPID, e Carta d'Identità Elettronica, CIE) da parte di tutti i cittadini.

Cybersecurity

In questa fase di digitalizzazione della PA si è facilmente vulnerabili ai cyber attacchi che possono includere frodi e truffe di vario genere. Per questo nel piano degli investimenti una voce da non sottovalutare è quella che riguarda la cybersecurity. In questo ambito sarà da implementare l'utilizzo di strumenti ancora più sicuri. Si dovranno altresì dotare gli enti di personale in grado di prevenire o eventualmente contrastare un attacco informatico.

La digitalizzazione delle PA: le grandi amministrazioni centrali

La digitalizzazione della Pubblica Amministrazione richiede un intervento più ampio in particolare sulle grandi amministrazioni centrali come INPS, Ministero della Giustizia, INAIL, Ministero degli Interni, Ministero della Difesa, Guardia di Finanza e Consiglio di Stato. Sono stati già fatti passi da gigante, ma ancora c’è tanto su cui è necessario lavorare. Molto spesso, infatti, queste amministrazioni utilizzano servizi e processi non digitalizzati o comunque poco efficienti.

Competenze digitali di base (alfabetizzazione digitale)

Per poter completare la digitalizzazione della PA, ma soprattutto per poterla rendere più funzionale, lo Stato e gli enti di riferimento finanziano anche alcune iniziative di supporto. Queste sono studiate per permettere alle persone di poter acquisire o arricchire le proprie competenze digitali.

Questi finanziamenti porteranno in particolare allo sviluppo del "Servizio civile digitale", con cui si potranno formare oltre 9.000 volontari, e dei "Centri di facilitazione digitale". Questi ultimi saranno dei punti fisici, situati presso biblioteche, scuole o centri sociali, dove si potrà ricevere una formazione sulle competenze digitali. L’alfabetizzazione digitale potrà garantire a tutti i cittadini le stesse opportunità.

La digitalizzazione della PA: un progetto che può fare una grande differenza

Seppur le problematiche non sono mancate, è chiaro che il miglioramento di ogni processo è sempre dietro l’angolo. Errori e click day fallimentari a parte, molti progressi sono già stati fatti e si sta ancora lavorando per continuare a farli. I vantaggi li possiamo riscontrare tuttora per quanto riguarda tutte le richieste e le procedure che si possono già effettuare direttamente online.

La digitalizzazione della PA è quindi un progetto da non sottovalutare. Sta già facendo una positiva differenza non solo per gli utenti nativi digitali, ma anche per tutti coloro che sono nati prima dell’epoca dei computer e degli smartphone. Pertanto possiamo guardare al futuro con fiducia: i finanziamenti in atto e quelli che verranno attivati potranno permettere a questa transizione digitale di migliorare nettamente la quotidianità di ogni cittadino.

Il team di COMMED I A supporta le PA nel processo di digitalizzazione. Individua gli strumenti tecnologici più adatti, consentendo di vincere e superare ogni sfida. Realizza soluzioni software personalizzate e tanti altri servizi affiancando il cliente durante tutto il processo di cambiamento proponendo soluzioni ad ogni eventuale criticità manifestata.

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